domenica, giugno 25, 2006

ZAPATERO PATATERO
Se in Italia le parrucche hanno smesso di comandare, e si torna a lottare con i problemi di sempre, nella vicina Spagna accadono cose strane e male interpretate, se non addirittura ignorate dalla sinistra italiana.
José Luis Rodríguez Zapatero "Patatero", nella sua forma breve "ZP", (nome degno di un seggiolino odontoiatrico) in due anni e mezzo ha fatto cose che il porco di Arcore non ha nemmeno pensato in 10 anni.
La sinistra italiana, per quanto molto più intellettuale e pragmatica di quella spagnola, non conosce a fondo ZP, e solo per questo lo considera come una fonte d'ispirazione.
ZP andò al potere dopo l'inaspettata vittoria elettorale seguita agli attentati dell'11 marzo 2004. Nonostante un mese prima il suo partito, il PSOE, fosse ormai alla deriva dopo che il suo principale alleato, l'ERC (il partito dei repubblicani catalani) l'equivalente spagnolo della Lega Nord, era stato scoperto a parlamentare e a concordare obiettivi con i terroristi assassini dell'ETA.
Carod Rovira, leader di ERC, una specie di Calderoli coi baffi dall'accento catalá al posto di quello lumbard, l'aveva combinata proprio grossa, ma il sangue dell'11 marzo fece cambiare le intenzioni di voto del 25% dell'elettorato spagnolo, dando nuova linfa al moribondo PSOE, sorprendendosi esso stesso di una vittoria elettorale alla quale nemmeno ZP credeva più ormai.
I PRIMI 100 GIORNI
Oltre al rapido ritiro delle truppe dall'Iraq, approvato dal 95% degli spagnoli, il PSOE non aveva neppure redatto uno straccio di programma, sia perché non vedeva possibile una vittoria elettorale, sia perché, come da tempo fa nelle regioni in cui governa (sempre in coalizione), il programma lo fanno i piccoli alleati di governo come ERC o IU (Izquierda Unita, una microlista un po' un incrocio tra la vecchia Democrazia Proletaria con i Maoisti Nepalesi attuali, che non si schifa nei Paesi Baschi aver governato e firmato accordi con i paraterroristi di Batasuna).
Ecco allora l'abrogazione della precedente riforma scolastica, che aveva tra l'altro il grave demerito di tentare di affrontare problemi come l'alto assenteismo scolare (oltre il 30%). Esiste infatti una correlazione statistica dimostrata tra assenteismo scolare e voto PSOE.
Ecco allora l'abrogazione del Piano Idrologico Nazionale, un ambizioso piano di opere pubbliche di irrigazione volto ad arginare la progressiva desertificazione di alcune zone del paese che, putroppo per ZP, giammai votarono PSOE. Per questo andavano puniti.
Ecco allora il capolavoro dei primi 100 giorni: la legge sul matrimonio tra omosessuali. Dopo due anni pare che si siano sposati addirittura una cinquantina di tali coppie in tutta la Spagna. La portata di questa riforma epocale appare evidente.
PEGGIO DI FAZIO
Mesi or sono gli onesti d'Italia insorsero quando scoprirono che il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, invece di agire con imparzialità, favorì alcune banche al posto di altre in una vicenda che è inutile risollevare ora.
Cosa dovrebbero pensare allora di uno ZP che si adoperò attivamente affinché il gruppo bancario La Caixa perdonasse un debito degno del Tronchetto al PSC, sezione catalana del PSOE?
Cosa dovrebbero pensare allora di uno ZP che per decreto blocca una OPA nel settore energetico approvata in Europa della EON su Gas Natural, perché ha offerto agli azionisti di più di ENDESA?. Quando si è amici di ZP non c'è bisogno di soldi per fare affari sulla pelle dei cittadini.
Cose del genere sono capaci di riabilitare la figura di Berlusconi.
IMMIGRAZIONE
Tralasciando la poco chiara vicenda della sparatoria sul confine marocchino, l'annunciata regolarizzazione che avrebbe dovuto interessare il milione e mezzo di lavoratori stranieri irregolari in Spagna si è conclusa con 700.000 domande di regolarizzazione (poco tempo a disposizione e molto lavoro di manganello fuori e dentro le questure) e 30.000 regolarizzazioni concluse.
Bossi osserva invidioso.
STATO TOTALITARIO
Non disponiamo di una definizione alternativa per descrivere la rimozione di statue di Franco avvenute in tutta Spagna nottetempo senza la minima parvenza di legalità.
Durante la Repubblica (1931-1936) alcuni funzionari di partito si dedicavano a far uscire di prigione condannati in via definitiva (nessuna domanda di grazia, basta far girare la chiave) per ingrossare le proprie file.
Non deve meravigliare quindi l'imposizione di ZP della Giornata della Memoria (ci ricorda il 1984 di Orwell) dedicata alla riabilitazione di detta Repubblica.
Speriamo che il delirio di onnipotenza non gli faccia cambiare per vie legali il 2006 in 1936.
CONTROLLO DEI MEZZI D'INFORMAZIONE
ZP non possiede nemmeno un bolletino condominiale, ma può contare sull'appoggio dell'onnipotente Polanco, padrone di giornali, editoriali, frequenze radio e televisive.
La TVE (Televisión Española) non è abituta a discutere gli imput dell'esecutivo e non è ammessa lottizzazione.
Fino ad ora, cambiando il governo è cambiata anche la gestione televisiva, ma grazie alla "Legge dei Sei Anni", ZP assicura per il suo partito due anni con le mani in pasta in più in caso di sconfitta elettorale.
Gasparri ne sarebbe affascinato.
STATUTI REGIONALI
Un proverbio napoletano parlava di gente che non poteva più sedersi in quanto aveva venduto le chiappe.
Avere come alleati di governo gruppi nazionalisti di ambito regionale ha un prezzo da pagare, ma mentre in Italia il delirio della devolution non è andato oltre lo sproloquio dialettale, in Spagna è in atto una serie di riforme di statuti regionali le cui conseguenze non sono ancora valutabili.
Già si registrano casi di vittime di incidenti stradali il cui ricovero d'urgenza viene rifiutato al di fuori della regione di residenza.
TRATTATIVE CON LA ETA
Recentemente si è svolta a Madrid una dimostrazione organizzata dall'Associazione Vittime del Terrorismo, che ha portato nella capitale circa 1.500.000 di dimostranti.
ZP sprezzante parlò di "100.000 scarsi".
Per dirlo alla Beppe Grillo, bisognerebbe prenderlo per il bavero della camicia, dargli quindici calci nei coglioni, e poi dirgli di non lamentarsi per UNO sgambettino da nulla.
Dopo avere per oltre due anni sabotato la legge che impedisce alle organizzazioni armate avere rappresentanza politica (nel parlamento basco Batasuna non ha mai smesso di starci) ed implorato alla ETA una tregua, essa giunge puntualmente, ed altrettanto puntualmente Cándido Conde Pumpido, Procuratore Generale dello Stato messo ad arte da ZP, quale Torquemada laico ed impotente, non sa più come fare per impedire arresti e condanne ancora numerose di terroristi ETA.
La stessa ETA in un comunicato giorni fa protestava formalmente chiedendo a ZP il rispetto di determinati "accordi"
Intanto ZP nega tutto nemmeno fosse il Berlusconi del processo All Iberian.
Se ETA da tempo non spara, continua ad estorcere il pizzo agli imprenditori baschi e navarri, si dedica alla guerriglia urbana, ed ogni tanto manda avvertimenti fiammeggianti a chi si oppone con le parole o con l'azione a questo stato di cose.
Conde Pumpido comunque si prende le sue rivincite. Se Madariaga, storico dirigente ETA, nonostante sia stato sorpreso con soldi e pizzini, è libero come Previti, due imprenditori che hanno pagato il pizzo per salvare se stessi sono tuttora in carcere. Non si può contraddire apertamente ZP che ha già dichiarato che "ETA sta rispettando pienamente la tregua".
Chissà, forse scopriremo un giorno che ZP aveva uno stalliere pregiudicato ETA nel suo casolare di León, ingaggiato da Rubalcaba, ovvero dall'incaricato attuale delle trattative con la ETA.
In ogni caso in Italia un simile scempio del potere giudiziario non sarebbe possibile nemmeno se passasse la costituzione piduista che in questi giorni si sta votando per referendum.
CONCLUSIONE
Non si può affatto dire che ZP sia rimasto a guardare alla finestra durante la prima metà del suo mandato.
Chiunque in Italia si sbrodoli in lodi improprie verso questo personaggio sospetto lo fa perché ignora, non perché sa.
Già parlammo in altra sede intorno ai rischi provocati dall'ignoranza di ritorno. Oggi dobbiamo averli più che mai presenti per non rischiare di cadere di nuovo in quel torpore politico che ha permesso ad una banda di porci in difficoltà economiche di imbavagliare la democrazia italiana.