lunedì, maggio 08, 2006

IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE

Gli effetti della caduta del regime porcino cominciano già a farsi sentire. Cesare Previti ha già passato una prima notte in carcere. Colui che fu il ministro della difesa degli interessi del porco piduista ha finalmente trovato una sistemazione degna del suo curriculum.
Sei anni a Rebibbia rappresentano un importante passo in avanti verso la costruzione d'una Italia migliore. Tuttavia, una volta conosciuta la biografia di questo personaggio, verrebbe legittimo chiedersi se sia stato trattato con eccessiva clemenza.
Tralasciando le articolate vicende giudiziarie e molteplici condanne, questo oscuro avvocato del romano quartiere Prati diede una svolta alla sua vita nel 1970 diventando il tutore della un tempo ricca Annamaria Casati Stampa, rimasta orfana di colpo per un delitto d'onore seguito da suicidio.
In soli 3 anni ne divora il patrimonio consegnando in un piatto d'argento al porco non ancora piduista la celebre villa Casati Stampa, ad Arcore.
La povera Annamaria, sfortunata bambina, si rende conto troppo tardi del saccheggio. Non c'è più nemmeno la pistola di papà per farsi giustizia da sola.
Il resto della carriera di questo orribile pedofilo la conosciamo tutti: senatore, ministro, processato, condannato e galeotto.
Suona ironico il telegramma del compare parrucca: "ci vediamo a casa martedí". Non si specifica infatti cosa sia casa né in che anno cada tale martedì.
Se non lo conoscessimo bene ci farebbe quasi pena. Povero Cesare! ha servito il suo padrone fedelmente durante oltre 30 anni ed in cambio è stato abbandonato al suo destino. Povero Cesare! lui in gattabuia ed il maiale ad Arcore. Povero Cesare! perché non parli e ci racconti quello che sai?. Lui, il porco, ti ha già scaricato. Ha perfino fatto arrestare in extremis lo stesso Provenzano, molto più importante e pericoloso di te. Non ti rode che in questo momento se la spassi in quella stessa villa che gli hai regalato, mentre tu al massimo puoi rallegrarti del fatto che non ti hanno applicato il 41 bis?
Gli uomini d'onore, si sa, non parlano. Ora festeggiamo pure felici questa detenzione, con l'augurio che sia la prima di una lunga serie. Una grande Norimberga che riscatti l'orgoglio di una nazione umiliata, fino a quando la spada della Giustizia non mozzerà lo zampone per antonomasia.