sabato, aprile 15, 2006

SERVONO BUON SENSO E RIFLESSIONE


Te lo dico, e son sicuro
che ha la faccia come il ...
Così direbbe un moderno Pasquino comentando l'ultimo grugnito del porco per antonomasia.
Crediamo invece di poter affermare che siamo ormai vicini ad una resa senza condizioni. Tradito dai sui collaboratori ed alleati più stretti, rivelatisi "comunisti infiltrati" (Pisanu, Bush, ecc.), lancia una offerta di pace che ci ricorda, in tutto e per tutto, quella che il da lui compianto Adolf Hitler, nell'ottobre del 1940, lanciò alla Gran Bretagna, e che sappiamo benissimo come andò a finire.
Il nostro villano, in tal modo, si illude di trovarsi nella stessa posizione di forza in cui all'epoca in effetti si trovava il suo beniamino, e, deciso a non ripetere gli stessi errori fatali, immagina di riavere la tanto agognata seconda possibilità per vincere la Battaglia d'Inghilterra.
Dal canto suo, il fido Tremaglia, già criminale di guerra della RSI, tuona contro l'8 settembre del voto degli italiani d'oltreconfine. Colui che indegnamente rappresentò l'Italia nella ricorrenza del massacro di Cefalonia voul mostrarsi più monarchico del re, spendendo gli ultimi giorni della sua esistenza a riorganizzare il ridotto valtellinico, quello che, secondo le intenzioni degli ultimi gerarchi repubblichini, avrebbe evitato alla fine dell'aprile del 1945, la sconfitta.
Ancora senza uscire dalla metafora storica, in realtà mi sembra di rivedere il Mussolini degli ultimi giorni: non appena apprende che i generali tedeschi si sono arresi senza dirgli nulla agli Alleati, si rende conto di quanto sia stato èsen ("asino" in dialetto romagnolo) negli ultimi 600 giorni della sua vita, manda a cagher Pavolini e il suo ridotto valtellinico, e, travestito da soldato tedesco, non sa se arrendersi agli alleati in parrucca o forzare il confine svizzero. Poi i partigiani lo prendono e la suspence finisce lì.
Se il porco piduista avesse studiato meglio la storia del nostro paese avrebbe potuto godersi le sue sporche ricchezze in pace, ed in pace saremmo vissuti tutti noi. Siamo di fronte quindi al prodotto di un'ignoranza di ritorno. Chissà se l'arresto di Provenzano da tempo preparato per casi come questo, gli eviterà di fare la fine Salvo Lima. Con tutto il cuore ci auguriamo di no.