venerdì, aprile 14, 2006

NÉ VINCITORI NÉ VINTI
Le velleità golpiste del porco piduista sembrano essersi sciolte al sole.
L'"alleato" americano, che ha sempre considerato più efficace una strategia della tensione, deve aver detto un no chiaro e tondo, ed a compare parrucca è scesa definitivamente la catena.
Per quanto possa sembrare paradossale, una parte importante l'ha avuta il "comunista" Pisanu. Con il suo diniego ad invalidare le elezioni, ha evitato, oltre al suo personale suicidio politico, un suo probabile linciaggio.
Il ministro degli interni uscente se l'è vista proprio brutta. Da una parte il porco a dettare ordini quale novello Mussolini, e dall'altra richieste di chiarimenti e di prese di posizione chiare. Ha sopportato il tutto in silenzio fino a che non si è pronunciata la Corte d'Appello. A quel punto il Viminale era fuori dal gioco. Ci penserà la magistratura che, se proprio deve fare un favore a quancuno, difficilmente lo farà per colui che negli ultimi 10 anni non ha fatto altro che vituperarla, quando non ha tentato di corrompere personalmente qualcuno dei suoi rappresentanti. Per non dimenticare il famoso "piano di rinascita democratica" che prevede di conciarla per le feste.
"Né vincitori né vinti". Una frase che esprime molto bene lo stato d'animo di una scrofa prossima al macello. Un sonoro grugnito quando già il sangue ha cominciato a sgorgare e che è destinato sempre più ad affievolirsi. Una eco dimenticata gustando una deliziosa mortadella.
Non per questo si deve abbassare la guardia. Uno massone lo è per tutta la vita, inoltre le sue televisioni sono sempre lì che continuano nella loro opera di fumigazione mediatica. Finché non si scioglie il nodo gordiano del conflitto d'interesse vivremo in una democrazia limitata. Il voto degli Italiani d'oltreconfine ha insegnato qualcosa?