martedì, agosto 15, 2006

ZIDANE IL PIÙ AMATO
I Francesi, confermando loro stessi, hanno scelto Zidane come sportivo più amato.
Oltre a far discutere sulla definizione di sportivo che possono avere oltralpe, ce la dice lunga sulla decadenza morale in atto nel paese vicino.
I pochi francesi o mezzofrancesi che si sono fatti vivi con commenti da far rabbrividire non sono miserabili faziosi contro ogni evidenza, bensì lo specchio dell'attuale universo-mondo sociale francese.
La famigerata razza dei parlevù altezzosa e con la puzza sotto il naso è in via d'estinzione, sostituita dall'orda beduina ed afrofrancofona (ricordate le dichiarazioni di Gallas e Thouram?).
Le raffinatezze di Versailles hanno lasciato ormai il posto agli scarracchi dei brachicefali. Chirac, Platini e Blatter non centrano nulla. Sono anzi delle povere vittime costrette a piegarsi alle nuove tendenze in atto nel loro già ex paese.
La "Sorella Latina" stà agonizzando. Dobbiamo impedire che la sua metastasi ci contagi. Se siamo già sopravvissuti alla caduta dell'Impero Romano dando vita al Rinascimento e all'Umanesimo, vuol dire che non faremo la loro stessa fine.

sabato, luglio 15, 2006

NUOVO RITMO DELL'ESTATE

La vittoria ai campionati del mondo sulla Francia ci mette di buon umore, e per questo apriamo una piccola parentesi musicale.
Sul tema di "Zidane il a paté" (non giudicate per favore il nostro pessimo francese!) provate a mettere questo testo:

Zidane deve morire
Zidane deve soffrire
Gli devono tagliare
La testa da maiale
.
Zidane deve schiattare
Zidane deve scappare
O il suo buco del culo
Gli faccio sanguinare
.
Zidane sei un terrorista
Sei il primo della lista
Con Gallas tuo compare
Dovrai al fin crepare
.
Chi tocca Matrix muore
Con agonia e dolore
Di testa l'hai colpito
All'inferno vai servito
.
Quel cartellino rosso
Ti ha fatto un culo grosso
La coppa non l'hai vista
È azzurra la conquista
.
Da Blatter tu sei andato
A piangere sudato
Ti consolavi bello
Succhiandogli l'uccello
.
Dopo 5 rigori
La francia è andata fuori
Campioni siam del mondo
E i bleus già stanno in fondo
.
Ma alla televisione
Diceva lo stronzone
"Mi hanno provocato!"
Che balle hai raccontato
.
Zidane per te è finita
Puoi dire addio alla vita
Per tutti noi sei morto
Riposa in pace all'orto

domenica, giugno 25, 2006

ZAPATERO PATATERO
Se in Italia le parrucche hanno smesso di comandare, e si torna a lottare con i problemi di sempre, nella vicina Spagna accadono cose strane e male interpretate, se non addirittura ignorate dalla sinistra italiana.
José Luis Rodríguez Zapatero "Patatero", nella sua forma breve "ZP", (nome degno di un seggiolino odontoiatrico) in due anni e mezzo ha fatto cose che il porco di Arcore non ha nemmeno pensato in 10 anni.
La sinistra italiana, per quanto molto più intellettuale e pragmatica di quella spagnola, non conosce a fondo ZP, e solo per questo lo considera come una fonte d'ispirazione.
ZP andò al potere dopo l'inaspettata vittoria elettorale seguita agli attentati dell'11 marzo 2004. Nonostante un mese prima il suo partito, il PSOE, fosse ormai alla deriva dopo che il suo principale alleato, l'ERC (il partito dei repubblicani catalani) l'equivalente spagnolo della Lega Nord, era stato scoperto a parlamentare e a concordare obiettivi con i terroristi assassini dell'ETA.
Carod Rovira, leader di ERC, una specie di Calderoli coi baffi dall'accento catalá al posto di quello lumbard, l'aveva combinata proprio grossa, ma il sangue dell'11 marzo fece cambiare le intenzioni di voto del 25% dell'elettorato spagnolo, dando nuova linfa al moribondo PSOE, sorprendendosi esso stesso di una vittoria elettorale alla quale nemmeno ZP credeva più ormai.
I PRIMI 100 GIORNI
Oltre al rapido ritiro delle truppe dall'Iraq, approvato dal 95% degli spagnoli, il PSOE non aveva neppure redatto uno straccio di programma, sia perché non vedeva possibile una vittoria elettorale, sia perché, come da tempo fa nelle regioni in cui governa (sempre in coalizione), il programma lo fanno i piccoli alleati di governo come ERC o IU (Izquierda Unita, una microlista un po' un incrocio tra la vecchia Democrazia Proletaria con i Maoisti Nepalesi attuali, che non si schifa nei Paesi Baschi aver governato e firmato accordi con i paraterroristi di Batasuna).
Ecco allora l'abrogazione della precedente riforma scolastica, che aveva tra l'altro il grave demerito di tentare di affrontare problemi come l'alto assenteismo scolare (oltre il 30%). Esiste infatti una correlazione statistica dimostrata tra assenteismo scolare e voto PSOE.
Ecco allora l'abrogazione del Piano Idrologico Nazionale, un ambizioso piano di opere pubbliche di irrigazione volto ad arginare la progressiva desertificazione di alcune zone del paese che, putroppo per ZP, giammai votarono PSOE. Per questo andavano puniti.
Ecco allora il capolavoro dei primi 100 giorni: la legge sul matrimonio tra omosessuali. Dopo due anni pare che si siano sposati addirittura una cinquantina di tali coppie in tutta la Spagna. La portata di questa riforma epocale appare evidente.
PEGGIO DI FAZIO
Mesi or sono gli onesti d'Italia insorsero quando scoprirono che il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, invece di agire con imparzialità, favorì alcune banche al posto di altre in una vicenda che è inutile risollevare ora.
Cosa dovrebbero pensare allora di uno ZP che si adoperò attivamente affinché il gruppo bancario La Caixa perdonasse un debito degno del Tronchetto al PSC, sezione catalana del PSOE?
Cosa dovrebbero pensare allora di uno ZP che per decreto blocca una OPA nel settore energetico approvata in Europa della EON su Gas Natural, perché ha offerto agli azionisti di più di ENDESA?. Quando si è amici di ZP non c'è bisogno di soldi per fare affari sulla pelle dei cittadini.
Cose del genere sono capaci di riabilitare la figura di Berlusconi.
IMMIGRAZIONE
Tralasciando la poco chiara vicenda della sparatoria sul confine marocchino, l'annunciata regolarizzazione che avrebbe dovuto interessare il milione e mezzo di lavoratori stranieri irregolari in Spagna si è conclusa con 700.000 domande di regolarizzazione (poco tempo a disposizione e molto lavoro di manganello fuori e dentro le questure) e 30.000 regolarizzazioni concluse.
Bossi osserva invidioso.
STATO TOTALITARIO
Non disponiamo di una definizione alternativa per descrivere la rimozione di statue di Franco avvenute in tutta Spagna nottetempo senza la minima parvenza di legalità.
Durante la Repubblica (1931-1936) alcuni funzionari di partito si dedicavano a far uscire di prigione condannati in via definitiva (nessuna domanda di grazia, basta far girare la chiave) per ingrossare le proprie file.
Non deve meravigliare quindi l'imposizione di ZP della Giornata della Memoria (ci ricorda il 1984 di Orwell) dedicata alla riabilitazione di detta Repubblica.
Speriamo che il delirio di onnipotenza non gli faccia cambiare per vie legali il 2006 in 1936.
CONTROLLO DEI MEZZI D'INFORMAZIONE
ZP non possiede nemmeno un bolletino condominiale, ma può contare sull'appoggio dell'onnipotente Polanco, padrone di giornali, editoriali, frequenze radio e televisive.
La TVE (Televisión Española) non è abituta a discutere gli imput dell'esecutivo e non è ammessa lottizzazione.
Fino ad ora, cambiando il governo è cambiata anche la gestione televisiva, ma grazie alla "Legge dei Sei Anni", ZP assicura per il suo partito due anni con le mani in pasta in più in caso di sconfitta elettorale.
Gasparri ne sarebbe affascinato.
STATUTI REGIONALI
Un proverbio napoletano parlava di gente che non poteva più sedersi in quanto aveva venduto le chiappe.
Avere come alleati di governo gruppi nazionalisti di ambito regionale ha un prezzo da pagare, ma mentre in Italia il delirio della devolution non è andato oltre lo sproloquio dialettale, in Spagna è in atto una serie di riforme di statuti regionali le cui conseguenze non sono ancora valutabili.
Già si registrano casi di vittime di incidenti stradali il cui ricovero d'urgenza viene rifiutato al di fuori della regione di residenza.
TRATTATIVE CON LA ETA
Recentemente si è svolta a Madrid una dimostrazione organizzata dall'Associazione Vittime del Terrorismo, che ha portato nella capitale circa 1.500.000 di dimostranti.
ZP sprezzante parlò di "100.000 scarsi".
Per dirlo alla Beppe Grillo, bisognerebbe prenderlo per il bavero della camicia, dargli quindici calci nei coglioni, e poi dirgli di non lamentarsi per UNO sgambettino da nulla.
Dopo avere per oltre due anni sabotato la legge che impedisce alle organizzazioni armate avere rappresentanza politica (nel parlamento basco Batasuna non ha mai smesso di starci) ed implorato alla ETA una tregua, essa giunge puntualmente, ed altrettanto puntualmente Cándido Conde Pumpido, Procuratore Generale dello Stato messo ad arte da ZP, quale Torquemada laico ed impotente, non sa più come fare per impedire arresti e condanne ancora numerose di terroristi ETA.
La stessa ETA in un comunicato giorni fa protestava formalmente chiedendo a ZP il rispetto di determinati "accordi"
Intanto ZP nega tutto nemmeno fosse il Berlusconi del processo All Iberian.
Se ETA da tempo non spara, continua ad estorcere il pizzo agli imprenditori baschi e navarri, si dedica alla guerriglia urbana, ed ogni tanto manda avvertimenti fiammeggianti a chi si oppone con le parole o con l'azione a questo stato di cose.
Conde Pumpido comunque si prende le sue rivincite. Se Madariaga, storico dirigente ETA, nonostante sia stato sorpreso con soldi e pizzini, è libero come Previti, due imprenditori che hanno pagato il pizzo per salvare se stessi sono tuttora in carcere. Non si può contraddire apertamente ZP che ha già dichiarato che "ETA sta rispettando pienamente la tregua".
Chissà, forse scopriremo un giorno che ZP aveva uno stalliere pregiudicato ETA nel suo casolare di León, ingaggiato da Rubalcaba, ovvero dall'incaricato attuale delle trattative con la ETA.
In ogni caso in Italia un simile scempio del potere giudiziario non sarebbe possibile nemmeno se passasse la costituzione piduista che in questi giorni si sta votando per referendum.
CONCLUSIONE
Non si può affatto dire che ZP sia rimasto a guardare alla finestra durante la prima metà del suo mandato.
Chiunque in Italia si sbrodoli in lodi improprie verso questo personaggio sospetto lo fa perché ignora, non perché sa.
Già parlammo in altra sede intorno ai rischi provocati dall'ignoranza di ritorno. Oggi dobbiamo averli più che mai presenti per non rischiare di cadere di nuovo in quel torpore politico che ha permesso ad una banda di porci in difficoltà economiche di imbavagliare la democrazia italiana.

mercoledì, maggio 10, 2006

PEDOFILI A PIEDE LIBERO

La festa per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si vede annacquata per la applicazione della legge salva-previti.
Una legge chiaramente incostituzionale e ad personam, una delle prime dell'infasto quinquennio appena concluso, e che sarà quasi superfluo sopprimere durante la nuova legislatura visto che ormai ha assolto la sua funzione
Il saccheggiatore delle fortune dei Casati Stampa dunque uscirà da Rebibbia. Una profonda ingiustizia se pensiamo che agli altri pedofili non sono riservate tali attenzioni.
Possiamo solo consolarci pensando che martedì prossimo potrebbe ricevere la visita di un grosso e setoso maiale che lo obbligherà ad ascoltare una lunga stura di balle su quanto si è dato da fare per il suo migliore amico, che tutto è finito bene, che gliela abbiamo fatta vedere ai quei comunisti, e via dicendo. La salute ormai cagionevole del galeotto potrebbe non reggere ai successivi bagordi, restituendoci alfine il sorriso sulle labbra.
Se Craxi all'uscita dalla questura fu accolto con uno sventolio di banconote, sarebbe coerente manifestarsi sotto casa sua impugnando una Barbie e la sua casa, o un'alternativa più economica. Da anni succede qualcosa di simile in Cile ed Argentina sotto le case di coloro che furono torturatori di un regime militare. I cartelli dei dimostranti però sono molto più minacciosi e nodi scorsoi sostituiscono le innocue Barbie.

lunedì, maggio 08, 2006

IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE

Gli effetti della caduta del regime porcino cominciano già a farsi sentire. Cesare Previti ha già passato una prima notte in carcere. Colui che fu il ministro della difesa degli interessi del porco piduista ha finalmente trovato una sistemazione degna del suo curriculum.
Sei anni a Rebibbia rappresentano un importante passo in avanti verso la costruzione d'una Italia migliore. Tuttavia, una volta conosciuta la biografia di questo personaggio, verrebbe legittimo chiedersi se sia stato trattato con eccessiva clemenza.
Tralasciando le articolate vicende giudiziarie e molteplici condanne, questo oscuro avvocato del romano quartiere Prati diede una svolta alla sua vita nel 1970 diventando il tutore della un tempo ricca Annamaria Casati Stampa, rimasta orfana di colpo per un delitto d'onore seguito da suicidio.
In soli 3 anni ne divora il patrimonio consegnando in un piatto d'argento al porco non ancora piduista la celebre villa Casati Stampa, ad Arcore.
La povera Annamaria, sfortunata bambina, si rende conto troppo tardi del saccheggio. Non c'è più nemmeno la pistola di papà per farsi giustizia da sola.
Il resto della carriera di questo orribile pedofilo la conosciamo tutti: senatore, ministro, processato, condannato e galeotto.
Suona ironico il telegramma del compare parrucca: "ci vediamo a casa martedí". Non si specifica infatti cosa sia casa né in che anno cada tale martedì.
Se non lo conoscessimo bene ci farebbe quasi pena. Povero Cesare! ha servito il suo padrone fedelmente durante oltre 30 anni ed in cambio è stato abbandonato al suo destino. Povero Cesare! lui in gattabuia ed il maiale ad Arcore. Povero Cesare! perché non parli e ci racconti quello che sai?. Lui, il porco, ti ha già scaricato. Ha perfino fatto arrestare in extremis lo stesso Provenzano, molto più importante e pericoloso di te. Non ti rode che in questo momento se la spassi in quella stessa villa che gli hai regalato, mentre tu al massimo puoi rallegrarti del fatto che non ti hanno applicato il 41 bis?
Gli uomini d'onore, si sa, non parlano. Ora festeggiamo pure felici questa detenzione, con l'augurio che sia la prima di una lunga serie. Una grande Norimberga che riscatti l'orgoglio di una nazione umiliata, fino a quando la spada della Giustizia non mozzerà lo zampone per antonomasia.

domenica, aprile 16, 2006

CALDEROLI ED IL RIDOTTO DELLA VALTELLINA
Quanti dovevano essere il 26 aprile 1945 i combattenti del ridotto valtellinico? le cifre vanno dalle "8 milioni di baionette" ai "4 gatti".
È questo l'equivico sul quale stà giocando ormai l'ex ministro Calderoli, un individuo della stessa pasta di Alessi e Raimondi con l'aggravante dell'esibizionismo. La sua ambizione è così grande che se il porco piduista si identitifica con Mussolini o Gesù Cristo, egli rispettivamente con Claretta Petacci o uno dei due ladroni (quello non pentito per la precisione).
Forte nell'aver partecipato alla stesura di una legge che egli stesso osò definire "porcata" in onore al suo principale ispiratore, fa sfoggio della propria ignoranza nel voler ancora una volta riconteggiare i voti alla Camera, adducendo la scusa del "io l'ho scritta".
Chi non ricorda il vecchio maestro elementare quando ci diceva che "chi non capisce la propria scrittura è un asino in dirittura"?. Calderoli ci fa tenerezza, ci ricorda l'infanzia, un'infanzia dalla quale il suo cervello non si è mai separato, pur avendo rigettato come corpo estraneo l'innocenza e la naturale bontà, sostituite entrambe da avidità, vigliaccheria ed istinto belluino.
Le "oltre 40.000 schede elettorali" da non conteggiare e che darebbero la vittoria al porco piduista sono una metafora degli oltre 40.000 del ridotto valtellinico. I fantasmi di un passato che per la CdL non è mai passato, un disperato tentativo, a porco sgozzato, di illudersi che non tutto è perduto, insomma una inutile presa in giro a se stessi.
Calderoli questa mattina si sveglierà, e per dirla con parole di Mogol, il sole ha cancellato tutto. Verrebbe quasi da dirgli grazie, per averci fatto rivivere pagine esaltanti della recente storia d'Italia, e ricordato canzoni stupende.

sabato, aprile 15, 2006

SERVONO BUON SENSO E RIFLESSIONE


Te lo dico, e son sicuro
che ha la faccia come il ...
Così direbbe un moderno Pasquino comentando l'ultimo grugnito del porco per antonomasia.
Crediamo invece di poter affermare che siamo ormai vicini ad una resa senza condizioni. Tradito dai sui collaboratori ed alleati più stretti, rivelatisi "comunisti infiltrati" (Pisanu, Bush, ecc.), lancia una offerta di pace che ci ricorda, in tutto e per tutto, quella che il da lui compianto Adolf Hitler, nell'ottobre del 1940, lanciò alla Gran Bretagna, e che sappiamo benissimo come andò a finire.
Il nostro villano, in tal modo, si illude di trovarsi nella stessa posizione di forza in cui all'epoca in effetti si trovava il suo beniamino, e, deciso a non ripetere gli stessi errori fatali, immagina di riavere la tanto agognata seconda possibilità per vincere la Battaglia d'Inghilterra.
Dal canto suo, il fido Tremaglia, già criminale di guerra della RSI, tuona contro l'8 settembre del voto degli italiani d'oltreconfine. Colui che indegnamente rappresentò l'Italia nella ricorrenza del massacro di Cefalonia voul mostrarsi più monarchico del re, spendendo gli ultimi giorni della sua esistenza a riorganizzare il ridotto valtellinico, quello che, secondo le intenzioni degli ultimi gerarchi repubblichini, avrebbe evitato alla fine dell'aprile del 1945, la sconfitta.
Ancora senza uscire dalla metafora storica, in realtà mi sembra di rivedere il Mussolini degli ultimi giorni: non appena apprende che i generali tedeschi si sono arresi senza dirgli nulla agli Alleati, si rende conto di quanto sia stato èsen ("asino" in dialetto romagnolo) negli ultimi 600 giorni della sua vita, manda a cagher Pavolini e il suo ridotto valtellinico, e, travestito da soldato tedesco, non sa se arrendersi agli alleati in parrucca o forzare il confine svizzero. Poi i partigiani lo prendono e la suspence finisce lì.
Se il porco piduista avesse studiato meglio la storia del nostro paese avrebbe potuto godersi le sue sporche ricchezze in pace, ed in pace saremmo vissuti tutti noi. Siamo di fronte quindi al prodotto di un'ignoranza di ritorno. Chissà se l'arresto di Provenzano da tempo preparato per casi come questo, gli eviterà di fare la fine Salvo Lima. Con tutto il cuore ci auguriamo di no.